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Come abbinare i gruppi muscolari per massimizzare l’ipertrofia

Atleta in palestra esegue esercizi con manubri, evidenziando diversi gruppi muscolari durante l’allenamento
General 19 Jun 2026

# Full body o split? Come organizzare la scheda per la massima crescita muscolare

Organizzare la scheda è centrale per chi vuole ottimizzare la crescita muscolare. Full body o split? Petto e bicipiti o petto e tricipiti? Una volta a settimana per gruppo muscolare o due? Oggi la ricerca offre linee guida piuttosto chiare: vediamo i principi chiave per scegliere in modo consapevole.

Full body o split: quale scegliere per l’ipertrofia

L’allenamento con i pesi è anche apprendimento neuromotorio. Come nello studio di una lingua, stimoli ripetuti e ravvicinati nel tempo producono adattamenti più solidi rispetto a stimoli isolati e massivi. Distribuire il lavoro su più sedute (multifrequenza) è quindi più efficiente che concentrare tutto in un’unica sessione (monofrequenza).

Sintesi proteica e “finestra anabolica”

Dopo l’allenamento, la sintesi proteica muscolare (MPS) rimane elevata in genere non oltre le 48 ore, spesso torna basale dopo circa 36 ore. Nei non allenati il picco arriva più tardi e dura di più; negli avanzati la finestra anabolica si chiude più rapidamente, rendendo utile uno stimolo più frequente.

Allenare lo stesso distretto 2-3 volte a settimana aiuta a mantenere la sintesi proteica più spesso elevata, ottimizzando gli adattamenti ipertrofici.

La monofrequenza può funzionare, ma per avvicinarsi al proprio potenziale la multifrequenza risulta di norma più efficiente.

Quante volte allenare ogni muscolo in full body o split

La meta-analisi di [Schoenfeld et al.](https://link.springer.com/article/10.1007/s40279-016-0543-8) indica che i gruppi principali andrebbero allenati almeno due volte a settimana per massimizzare la crescita. Una successiva [revisione di Schoenfeld e Grgic](https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/02640414.2018.1555906) osserva che, a volume equiparato, non emergono differenze nette tra frequenze diverse.

Punto chiave: la frequenza è un mezzo per distribuire il volume, non un fine in sé. Scegli la frequenza più sostenibile per le tue preferenze e impegni.

Volume per seduta e junk volume

L’ipertrofia tende ad aumentare con il volume fino a circa 6-8 serie hard per muscolo in una singola seduta, con un plateau oltre tale soglia. Questo corrisponde a circa 12-24 serie settimanali se alleni ciascun muscolo 2-3 volte.

Oltre, le serie extra producono soprattutto affaticamento: è il cosiddetto junk volume, cioè lavoro che pesa sul recupero senza aggiungere un reale stimolo ipertrofico.

Suddividere il volume su più sedute mantiene alta la qualità di ogni serie: otto serie in una sessione sola portano a fatica crescente; le stesse otto serie divise in due sedute da quattro vengono eseguite con più freschezza.

Regola d’oro: +10% a settimana

Passando da monofrequenza a multifrequenza, l’errore tipico è raddoppiare il volume totale. Il rischio è overreaching e infiammazioni tendinee/capsulari.

Gli incrementi di volume non dovrebbero superare il 10% a settimana. Da 10 serie settimanali si passa a 11, non a 15 o 20.

Come strutturare la scheda full body o split in base ai giorni

  • 2 sedute a settimana: due full body, 1-2 esercizi per gruppo muscolare a sessione; ottimo per chi pratica anche altri sport.
  • 3 sedute a settimana: ancora full body oppure split upper/lower alternata (A-B-A / B-A-B), con ogni distretto allenato ogni circa cinque giorni.
  • 4 sedute a settimana: split upper/lower A-B-A-B, con ogni gruppo due volte a settimana, oppure split a quattro vie (es. petto-spalle / quadricipiti-bicipiti / schiena-femorali / tricipiti).
  • 5-6 sedute a settimana: split A-B-C ripetuta, modulando il volume: 6-8 serie per il mantenimento dei distretti già forti, più serie per i punti carenti.

Abbinare i muscoli nella scheda: agonisti o antagonisti?

Il classico dubbio — petto e bicipiti o petto e tricipiti? — dipende dallo sviluppo dei distretti.

Allenando il petto, i tricipiti lavorano da sinergici e arrivano prefaticati. Quindi:

  • Braccia già sviluppate: ha senso abbinare petto e tricipiti; lo stimolo ridotto sui tricipiti è sufficiente per il mantenimento.
  • Tricipiti carenti: meglio abbinarli a un antagonista (es. dorso e tricipiti) per lavorarli freschi.

Regola generale: il muscolo allenato per secondo non dovrebbe essere prefaticato dal primo, salvo sia già un distretto “in vantaggio”.

Questo criterio aiuta a organizzare gli abbinamenti in modo razionale, tenendo conto delle asimmetrie individuali.

Conclusioni operative: come organizzare la scheda per crescere

La gerarchia delle priorità per una scheda orientata all’ipertrofia:

  • Volume settimanale adeguato per ogni distretto (in media 10-20 serie efficaci, con margini individuali).
  • Frequenza minima di due volte a settimana per gruppo muscolare, distribuendo il volume per preservare la qualità.
  • Limite di 6-8 serie per distretto per seduta, oltre il quale aumenta il rischio di junk volume.
  • Incrementi graduali del volume, mai oltre il 10% settimanale.
  • Abbinamenti agonista/antagonista ragionati, calibrati sullo stato di sviluppo dei singoli distretti.

Interiorizzati questi principi, non serve più dipendere da schede preconfezionate: puoi costruire e adattare il tuo programma in base a obiettivi, tempi e punti deboli. L’autonomia metodologica è il vero risultato a lungo termine.

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